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Writing-therapy

Scrivere fa bene, e non c’è bisogno di una teoria per saperlo, basta provare. La scrittura è lenitiva in tutte le sue forme, è necessaria per dire, per ricordare, per tenere a mente, e per far uscire dal cuore le emozioni,  per dar vita a sogni o desideri, per consolarsi. E allora a che serve un professionista della relazione d’aiuto attuata e condotta attraverso un mediatore artistico quale è appunto la scrittura?   

È proprio attraverso una relazione d’aiuto che un’attività rasserenate può diventare terapeutica e trasformativa: attraverso tecniche di narrazione e di narrazione per immagini il professionista favorisce l’espressione delle emozioni, aiuta a riconoscere l’esperienza ed a modificare la distanza ed il rapporto con essa.

E magari … era tutto qui? Anche questo succede, la scrittura permette l’indicibile perché tutto può essere scritto, da un io narrante o da un personaggio non ha importanza,  quel che non è stato possibile dire può essere scritto e riscritto in altro modo, accolto e trasformato. E’ sempre possibile trovare un nuovo punto di vista e considerare eventi ed esperienze con occhi di un noi-personaggio che si muove nella storia con forze ed attitudini che andiamo a sperimentare … anche scrivendo.

Le parole che usiamo riflettono chi siamo, sostiene Pennebacker, uno dei più autorevoli sostenitori della writing-therapy in America, e trovare le parole per dirlo è spesso l’unico modo per elaborare un trauma o qualunque vissuto che chiede soluzione.

La writing-therapy oggi ha notevoli applicazioni per problemi di qualunque natura e viene utilizzata anche in ambito medico non solo per elaborare il vissuto della malattia: da ricerche fatte è stato dimostrato infatti che rafforza il patrimonio immunitario del paziente.

E-therapy: e’ possibile consulenza anche via web tramite skype o scambio di mail.

 

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